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Il Festival continua: fino alla fine di luglio le mostre di Pietro Del Re e Giulio Magnifico

RONCHI DEI LEGIONARI – La quinta edizione del Festival del Giornalismo, organizzata dall’associazione culturale Leali delle Notizie di Ronchi dei Legionari, si è conclusa, peraltro con grande successo, ma restano aperte le due le mostre fotografiche organizzate nell’ambito del Festival. Potranno quindi essere visitate fino a sabato 27 luglio la mostra “Appunti fotografici” del giornalista di Repubblica, Pietro Del Re, allestita nella sala espositiva Furio Lauri del Trieste Airport e la mostra del giovane fotoreporter Giulio Magnifico “Sguardi oltre al conflitto mediorientale”, nella sede dell’associazione in piazzetta Francesco Giuseppe I. Le grandi foto di Del Re negli ampi spazi aeroportuali vogliono rappresentare momenti diverse delle crisi del mondo. Per raccontare i conflitti che funestano il pianeta, da qualche anno Pietro Del Re, che è inviato di Repubblica, porta con sé la macchina fotografica. L’occhio del cronista gli fa cogliere, nella scelta di un’inquadratura, l’essenziale e il simbolico. Non è una coincidenza se nella tragicità di una scena o nell’emozione di un volto, questi “appunti fotografici” hanno la capacità di testimoniare e denunciare quanto le sue corrispondenze scritte. Le foto di Giulio Magnifico, nel piccolo ma suggestivo spazio di piazzetta Francesco Giuseppe, comunicano soprattutto attraverso gli occhi dei soggetti fotografati, spesso un primo piano, l’umanità di ogni soggetto o scena, che il giovane fotografo udinese coglie cercando di trasmettere sempre a chi guarda delle emozioni, curiosità o sentimenti. La volontà è quella di far “entrare” lo spettatore nella foto, per creare una tensione emotiva condivisa. Se la mostra di Del Re è visitabile ogni giorno nell’orario di apertura dello scalo aeroportuale, mentre l’esposizione di Giulio Magnifico è aperta al pubblico il mercoledì, dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19 e il sabato, dalle 10 alle 12. E’ visitabile anche durante le serate della rassegna Incontri d’estate in biblioteca.

Bonaventura Monfalcone-13.06.2019 Festival del Giornalismo-I serata-Ronchi dei Legionari-foto di Katia Bonaventura
Bonaventura Monfalcone-13.06.2019 Festival del Giornalismo-I serata-Ronchi dei Legionari-foto di Katia Bonaventura
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È nata l’amicizia tra il liceo di Aversa e l’associazione “Leali delle Notizie”

 Tra le diverse, inedite e lungimiranti esperienze messe in cantiere nel corso dell’ultima, la quinta, edizione del Festival del Giornalismo di Ronchi dei Legionari, un posto di primo piano lo occupa sicuramente la collaborazione avviata dall’associazione Leali delle Notizie ed il liceo Enrico Fermi di Aversa, più precisamente dei 20 studenti, accompagnati dalla loro tutor, la giornalista e scrittrice, Ilenia Menale e dalla professoressa, Annamaria Ruggiero, i quali, da anni, partecipano al laboratorio di Cross Medial. I ragazzi del Cross Medial dal 13 al 15 giugno hanno partecipato al Festival del Giornalismo. Si è trattato senza dubbio di una grande opportunità per i ragazzi del Fermi: la violenza di genere, l’eutanasia, le fake news e soprattutto l’etica dell’informazione, sia verbale che iconografica, sono stati oggetto di discussione interessante e coinvolgente.

Tra gli appuntamenti anche un momento in cui gli studenti del Cross sono stati protagonisti del palco. I ragazzi hanno presentato la struttura e l’organizzazione del laboratorio di giornalismo del Fermi, con le diverse sezioni e il suo giornale online Parola al Fermi. Con grande orgoglio hanno poi condiviso i premi conquistati in questi anni partecipando ai diversi concorsi regionali e nazionali. I ragazzi hanno anche avuto la possibilità di assistere alle presentazioni di numerosi libri, tra cui quello della loro responsabile Ilenia Menale, giornalista e scrittrice, intitolato “Sul corpo delle donne”, che tratta argomenti delicati riguardo alla violenza di genere.

Un evento in particolare ha permesso ai giovani giornalisti di potersi confrontare con i ragazzi del Servizio Civile Nazionale, che portano avanti un progetto intitolato BiblioGo, che ha lo scopo di diffondere sul territorio le buone pratiche della lettura, avvicinando i cittadini ai servizi interbibliotecari.. Lo scopo dell’incontro era quello di dibattere per trovare il modo migliore per entrare in contatto con i giovani, in particolare con quelli compresi nella fascia di età che va dai 14 ai 20. La partecipazione al Festival ha permesso ai ragazzi di vivere tre giorni di intensi momenti di amicizia e allo stesso tempo di allargare i propri orizzonti, di entrare in contatto con persone che possiedono una grandissima conoscenza del mondo del giornalismo. “Anche per noi è stata un’esperienza importante – ha detto la vicepresidente de Leali, Cristina Visintini – che speriamo di riproporre anche in futuro”.

Ruotolo chiama Ronchi: “Adottate l’Articolo 21”

Si è conclusa con una proposta alla comunità e all’amministrazione ronchese la quinta edizione del festival del giornalismo. Durante la consegna del premio “Leali delle Notizie in memoria di Daphne Caruana Galizia”, Sandro Ruotolo non si è limitato a lanciare un messaggio di coesione e di unione ma ha rivolto un vero e proprio appello: adottare l’articolo 21. Si tratterebbe del primo comune in Italia, nel caso in cui Ronchi assumesse un’eventuale azione del genere. “Come si può fare”, ha domandato il giornalista campano a cui è seguito la sua risposta, “semplicemente concedendo la cittadinanza onoraria annualmente a una persona che si è distinta nella ricerca della verità e che a causa di ciò ha posto a rischio la propria vita e dei propri familiari”. “E mi permetto di suggerire un nome, quello del figlio di Daphne, Matthew” ha concluso dal palco della piazzetta Francesco Giuseppe I di Ronchi dei Legionari.

Una proposta arrivata a margine della consegna del premio ad opera di Cristiano Degano, presidente dell’Ordine dei Giornalisti del Friuli Venezia Giulia, e creato fisicamente dall’artista bisiaco Francio Ciot. L’opera di Ciot, va detto, ricalca uno spazio chiuso del quale una parete è ricolma di immagini di numerosi cronisti e giornalisti che sono stati uccisi durante il loro lavoro. A lato la foto di Daphne, a perenne ricordo della giornalista maltese uccisa nel 2017 da un’autobomba. “Ho pensato questo lavoro come una piccola porzione di spazio, creata da una parete centrale, formata dalla sovrapposizione di diverse lastre di acrilico, su cui sono stampate le foto di giornalisti uccisi nell’arco del tempo, in diverse latitudini.Altri elementi, sui restanti lati, contribuiscono a creare lo spazio, che rimane comunque aperto, idealmente transitabile e fruibile. Quasi una porzione di giardino. Ombreggiato da rami che si proiettano sulle pareti. La parete che ospita le foto in trasparenza, quindi delimita lo spazio, ma non come un muro perché la trasparenza lascia vagare lo sguardo al di fuori di essa: attraverso i volti che si sovrappongono intravediamo lo spazio esterno, idealmente attraversando tempo e spazio proprio tramite i volti dei giornalisti uccisi solo perché hanno fatto onestamente e correttamente il loro lavoro.Il volto di Daphne, a cui è dedicato il premio, stampato su un supporto lieve, emerge con forza ma anche con delicatezza. La forza della verità, la delicatezza della donna”.

Nella motivazione, che l’associazione ha consegnato assieme al premio, assegnato a seguito della scelta di un apposito comitato scientifico, composto da giornalisti nazionali e internazionali, si legge: “Storico inviato e punto di riferimento per centinaia di cronisti e di giovani che tentano di contrastare la criminalità organizzata, Ruotolo vive sotto scorta dal 2015, in seguito alle minacce di morte che gli aveva rivolto Michele Zagaria – l’ultimo boss del clan dei Casalesi – a causa delle sue inchieste sul traffico dei rifiuti tossici in Campania. Ruotolo prosegue però il suo lavoro di giornalista, attento e scrupoloso, senza abbassare la testa, con l’unico obiettivo di svelare la verità. Non ha mai abbassato la testa neanche davanti alle minacce e a una vita diventata sicuramente complicata e limitata. Il suo lavoro è un esempio che non coinvolge solamente gli organi di informazione, ma deve essere la parola d’ordine per tutti i cittadini che intendono essere liberi nel cuore e nella coscienza, protagonisti della loro vita”.

Corinne Vella, sorella di Daphne, non potendo essere presente fisicamente alla serata, ha inviato all’associazione un videomessaggio. “Questa sera non potrò essere qui al festival ma volevo mandarvi i saluti da parte di tutta la famiglia di Daphne Caruana Galizia” ha detto. “Il premio Leali delle Notizie è una luce che brilla sulla vita e sul lavoro di Daphne, che sconfigge quelle persone che vogliono uccidere la sua memoria, come hanno ucciso lei. Questo mette in risalto la vulnerabilità del nostro diritto di conoscere, che riconosce l’importanza del giornalismo in un mondo dove la libertà di stampa è sotto attacco. Riconosce la dedizione di giornalisti che svolgono il loro lavoro, non per successo o fama, bensì per raccontarci cosa abbiamo bisogno di sapere. Il vincitore del premio in memoria di Daphne di quest’anno è qualcuno che con il suo lavoro difende il nostro diritto a conosce contro coloro che vogliono seppellirlo. Il premio è più che meritato. Chiunque riesca a persuadere i giovani, attraverso i propri lavori, che le notizie valgono la pena di essere lette e condivise dona a tutti la speranza che il futuro può essere migliore”. “A Sandro Ruotolo”, conclude, “per conto di tutta la famiglia di Daphne, i nostri complimenti“.

“La libertà non la puoi pesare, né misurare al metro. Se alcuni giornalisti non sono liberi di fare il proprio lavoro la democrazia è a rischio. A me il capo del clan dei Casalesi, della Camorra di Casale, mi vuole squartare vivo perché ho fatto un’inchiesta sullo smaltimento dei rifiuti”, racconta lo stesso Sandro Ruotolo. “Io ho fatto un reportage in televisione, ma se altri giornalisti avessero posto le mie stesse domande al pentito Carmine Schiavone, la minaccia si sarebbe spalmata. Più siamo, più giornalisti siamo meno si rischia. Se tutti facessero il proprio lavoro e raccontassero il Paese reale e non quello che ci chiedono di raccontare i politici, staremmo molto meglio”.


Un festival di successo e sempre più social!

Si è conclusa la quinta edizione del Festival del Giornalismo di Ronchi dei Legionari, dopo quattro giorni intensi e le serate che hanno preceduto la manifestazioni, durante i quali sono stati affrontati differenti argomenti di attualità: i cambiamenti climatici, il fenomeno migratorio, la disinformazione, le difficoltà dei giovani per entrare nel campo dell’informazione e, infine, la mafia presente in Italia.

Temi che hanno suscitato l’interesse del territorio che ha risposto positivamente. Sono circa 2500 le persone che hanno seguito gli incontri di questa edizioni. Un ottimo risultato, considerate le difficoltà di gestione di un impianto che sta diventando anno dopo anno sempre più grande e i luoghi in cui il festival ha preso vita, ovvero comuni che non oltrepassano i 5mila abitanti, a eccezione di Ronchi dei Legionari.

Un altro importante risultato arriva dai canali social, frutto del lavoro di un apposito team. La pagina Facebook ufficiale dell’Associazione, infatti, ha raggiunto durante le giornate della manifestazione i 900 mi piace, riuscendo a coinvolgere in una settimana più di 16mila di persone e a ottenere ben 5000 interazioni. A questo bisogna aggiungere che per la prima volta la cerimonia di consegna del premio “Leali delle Notizie in memoria di Daphne Caruana Galizia” e il panel conclusivo sono stati seguiti in diretta Facebook, dando la possibilità anche chi si trovava a casa di non perdersi questi due appuntamenti.

Conferme giungono anche dal sito web, che è stato visualizzato più di 5000 volte e ha registrato circa 1300 visitatori non solo italiani. Il sito è stato raggiunto anche dall’Islanda, dalla Macedonia, dal Sud Africa, nonché da Malta e dalla vicina Slovenia.

A queste due piattaforme bisogna aggiungere Instagram e Twitter. Si tratta di un’assoluta novità per il festival, la cui scelta però è stata ripagata ottimamente. Twitter, per esempio, in poco meno di due mesi di effettiva gestione ha già raggiunto circa 300 followers.

Una manifestazione sempre più grande e sempre più nazionale, anzi, internazionale. Qualche numero per dare l’idea della quinta edizione: oltre 100 ospiti, 11 panel di confronto, 4 presentazioni editoriali, 2 mostre, un evento dedicato all’educazione alla legalità, un masterclass, un workshop. Inoltre 13 media partner, 6 partner di progetto e collaborazione con: Radio Bullets, Legambiente, associazione culturale Etra e Unione Metereologica Friuli Venezia Giulia. Anche quest’anno il Festival ha aderito al progetto Alternanza Scuola-Lavoro che ha visto la partecipazione di cinque ragazzi dell’Istituto D’Annunzio di Gorizia, in ordine alfabetico: Anthony, Arianna, Giorgia, Giulia, Marta.

Migrazioni e disinformazione i temi dominanti delle due prime serate del Festival

La quinta edizione del Festival del Giornalismo di Ronchi dei Legionari si è aperto ufficialmente mercoledì 12 giugno con l’inaugurazione tenutasi in Piazzetta Francesco Giuseppe I, dopo gli appuntamenti di “Aspettando il Festival” e dell’Anteprima ufficiale.

A seguire, la manifestazione è subito entrata nel vivo prima con la presentazione del progetto “Bill, biblioteca della Legalità“, di cui hanno parlato Flavia Moimas, Mara Fabbro e Antonella Manca, poi con l’inaugurazione della mostra fotografica del giovane fotoreporter Giulio Magnifico intitolata “Sguardi oltre al conflitto mediorientale“, che sarà visibile fino al termine del mese di giugno. Scatti che immortalano perlopiù volti della popolazione civile che subisce le conseguenze delle guerre.

La serata, infine, si è conclusa con l’emozionante discussione sulle migrazioni, un fenomeno che ci tocca da vicino, essendo il Friuli Venezia Giulia una delle mete della cosiddetta rotta balcanica. Ne abbiamo parlato con Adib Fateh Ali, giornalista di Askanews, che ha ricordato il reportage in cui si è finto un migrante, Angela Caponnetto, giornalista di RaiNews24 da poco tornata dal Niger, Jean-Baptiste Sourous, docente universitario, che ha focalizzato il suo intervento sulle ricchezze che possiedono gli Stati africani ma che vengono troppo spesso depredate dalle multinazionali straniere, Gioia Meloni, giornalista RAI FVG, e infine Asmae Dachan, giornalista freelance da poco insignita della onorificenza di Cavaliere al merito della Repubblica. Ha introdotto e moderato la serata il sociologo Marco Orioles.

Si è trattato, senza ombra di dubbio, di un successo per l’organizzazione che ha visto il territorio rispondere con entusiasmo al tema proposta. Poco meno di centocinquanta persone hanno preso parte alla prima del festival.

Sotto il caldo di giugno, la seconda giornata si è aperta con la conferenza stampa indetta da Beppe Giulietti per difendere la pluralità di informazione, che potete guardare sul nostro account Youtube. L’attenzione si è poi spostata su chi sarà il futuro del giornalismo, gli attuali giovani che faticano a trovare un loro spazio in questo campo. Se ne è parlato assieme ai ragazzi del laboratorio di giornalismo “Cross Medial” del liceo “E. Fermi” di Aversa, Ilenia Menale, giornalista e responsabile del laboratorio, Paolo Collini, rettore dell’Università di Trento, Barbara Schiavulli, direttrice di Radio Bullets, infine, Domenico Cerrato, direttore della testata online Il Chiasmo. Gli ospiti sono stati moderati dalla giornalista Nicoletta Simoncello.

La giornata è poi continuata con l’aperitivo letterario durante il quale Tiziana Ciavardini ha presentato il suo libro “Ti racconto l’Iran” (Armando Editore) conversando con Barbara Schiavulli, mentre sul palco della Piazzetta Francesco Giuseppe I Ilenia Menale ha presentato il suo “Sul corpo delle donne” (Ed. Archivio Storia) dialogando con Anna Vitaliani e Omar Costantini.

Tema dell’ultimo panel la disinformazione, di cui gli ospiti hanno parlato partendo dalla descrizione del fenomeno per poi concludere raccontare varie fake news in ambito alimento. Ne hanno parlato Bruno Mastroianni, filosofo ed esperto di comunicazione, David Puente, debunker e giornalista di Open, Antonella Calabretti, professoressa di legislazione farmaceutica dell’Università di Trieste, e Andrea Ghiselli, dirigente di Crea Ricerca. Ha introdotto e moderato l’incontro il giornalista Stefano Bizzi.

Grande successo per la serata sul clima a San Pier d’Isonzo

Un grande successo la prima serata del Festival del Giornalismo di Ronchi dei Legionari con quella che può essere definita l’anteprima ufficiale. La settecentesca Villa Sbruglio-Prandi di Cassegliano ad ospitare il panel dedicato al clima e ai suoi mutamenti. “La terra sta soffrendo: siamo in tempo per salvare il pianeta? Gli effetti dei cambiamenti climatici”, questo l’emblematico titolo scelto dall’Associazione culturale Leali delle Notizie per la serata dell’11 giugno. Serata, tra l’altro, organizzata con il patrocinio dell’Unione Meteorologica del Friuli Venezia Giulia in collaborazione con Legambiente. Ad introdurre il presidente dell’UMFVG, Renato Roberto Colucci mentre a moderare è stato Marco Virgilio, giornalista e divulgatore, con le traduzioni di Laura Comand. A dialogare Filippo Giorgi, climatologo e vincitore del Premio Nobel, Damien Degeorges, esperto di geopolitica nordeuropea e Daniel Tescari, gestore della pagina Facebook ‘Pazzi per il meteo Goriziano’.

Il ringraziamento dell’associazione va sicuramente ai proprietari della villa, Gloria e Ettore, che non solo l’hanno concessa ma hanno aiutato i volontari nella realizzazione dell’iniziativa. Quindi all’amministrazione comunale per il sostegno, in particolare nelle persone dell’assessore Marta Lollis e del consigliere Edi Novello, oltre che al sindaco Riccardo Zandomeni che ha portato il saluto della comunità.

Il Festival del giornalismo, giunto in ogni caso alla sua quinta edizione, proseguirà ora nella cornice di Piazzetta Francesco Giuseppe I a Ronchi dei Legionari con l’inaugurazione mercoledì 12 alle 20 e il conseguente panel sull’immigrazione alle 21. Senza dimenticare l’apertura della mostra fotografica di Giulio Magnifico alle 20.30 preceduta dalla presentazione di Bill Biblioteca della Legalità inserita nel progetto regionale LeggiAmo 0-18.

San Martino del Carso accoglie la terza serata di ‘Aspettando il Festival’

Concluso con la serata a San Martino del Carso il ciclo di appuntamenti di ‘Aspettando il festival’, le tre giornate che hanno introdotto la settimana di svolgimento del Festival del Giornalismo di Ronchi dei Legionari. Un bilancio positivo con notevoli presenze sia mercoledì 5 giugno, giovedì 6 giugno e di venerdì 7. Tre le cornici, dal Piazzale Retrostante del Palazzo Municipale di Fogliano al Trieste Airport fino alla piazza di San Martino del Carso, come numerosi sono stati i temi trattati: sport e felicità, aeronautica e volo, giornalisti e guerra.

Ancora spazio a comuni del mandamento monfalconese con l’11 giugno che vedrà l’anteprima ufficiale a San Pier d’Isonzo dove si parlerà di cambiamenti climatici assieme a numerosi esperti, moderati da Marco Virgilio, giornalista, meteorologo e divulgatori. A dialogare con lui saranno Damien Degeorges, esperto di geopolitica artica, Filippo Giorgi, già vincitore del premio nobel nella squadra di Al Gore, Ermete Realacci, presidente onorario di Legambiente e Daniel Tescari, gestore della pagina Facebook ‘Pazzi per il meteo goriziano’. Ad introdurre sarà Renato Roberto Colucci dell’Unione Metereologica del Friuli Venezia Giulia. Serata che si avvarrà della traduzione di Laura Comand, giovane traduttrice friulana, e organizzata in collaborazione con Legambiente.

Quindi l’inaugurazione del Festival mercoledì 12 giugno in Piazzetta Francesco Giuseppe e la prosecuzione della manifestazione nella stessa piazzetta fino a sabato 15.